Feb 132013
 
Vatican at dusk

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Tra poche settimane il mondo tratterà ancora una volta il fiato con gli occhi rivolti a Roma, verso Città del Vaticano. Dopo le clamorose e storiche dimissioni di Bendetto XVI, a metà marzo dovrebbe iniziare il Conclave che designerà il nuovo Pontefice della Chiesa cattolica, il leader religioso più importante al mondo. Qualsiasi sarà il nuovo Papa, l’omofobia che ha caratterizzato il Vescovo di Roma non dovrebbe purtroppo scomparire, alla luce dei profili dei papabili.

VIA AGLI INTRIGHI – Il Conclave è il momento di massima conflittualità ed al contempo segretezza della Chiesa cattolica. Partecipano alla elezione del nuovo Pontefice i cardinali di età inferiore agli ottant’anni, e la celebre fumata bianca salirà fuori dalla Cappella Sistina solo se un candidato sarà in grado di raggiungere i due terzi dei votanti, almeno fino al 34esimo o 35esimo scrutinio, quando il quorum si abbasserà ai due terzi dei voti raccolti. I candidati a partecipati al Conclave sono 117, anche se non è detto che tutti partecipino alla votazione che decide il futuro della Chiesa cattolica. Al momento attuale gli schieramenti sono già partiti, visto che è da tempo che circolava l’ipotesi di un ritiro prematuro di Benedetto XVI. Il Papa dimissionario ha nominato la maggioranza degli attuali cardinali, e di conseguenza il suo peso, diretto ed indiretto, sarà piuttosto rilevante visto che tra i cardinali favoriti esistono candidati dal netto profilo ratzingeriano.

CHI TIRA LE FILA - La Chiesa cattolica è polarizzata e conflittuale al suo interno, come ha dimostrato anche il recente anno degli scandali che certo ha avuto un forte peso sull’addio di Benedetto XVI. Tra gli italiani lo scontro si svolge attorno alle figure del cardinal Bertone e del cardinal Sodano. Il primo è l’attuale Segretario di Stato e cardinale Camerlengo, mentre Sodano, il suo predecessore rimasto al vertice della struttura vaticana per quindici lunghi anni, è l’attuale decano del Collegio cardinalizio, l’organismo che si riunirà in Conclave con la sola eccezione di chi avrà superato gli 80 anni. Il conflitto tra il moderato ratzingeriano Bertone ed il più conservatore Sodano palesa le divisioni del fronte italiano, il pacchetto di maggioranza relativa della Curia. Negli ultimi anni si è rafforzato, grazie alla nomina dei cardinali dei paesi emergenti o in via di sviluppo, il ruolo del fronte progressista. Il lungo papato di Woytila aveva marginalizzato l’anima più conciliarista della Chiesa, dominante nei decenni precedenti, ma la sua crescita negli ultimi anni si era notata anche all’ultimo Conclave. Ratinzger era strafavorito, sia per la sua vicinanza al Pontefice polacco, sia per la sua tarda età, che avrebbe assicurato un regno della Chiesa piuttosto breve, come poi in effetti è stato.

PAPABILI OMOFOBI – In questi giorni sono usciti vari nomi di “papabili”, i candidati al soglio di Pietro che appaiono favoriti al prossimo Conclave. Come nota queer.de, sito di riferimento della comunità LGBT, il tratto comune al passato ratzingeriano è l’omofobia. Marc Ouellet, arcivescovo del Québec, si è distinto nel Senato del suo paese per aver detto che la Chiesa non potrebbe battezzare i bambini delle coppie gay. Peter Turkson, uno dei possibili “Papa neri”, aveva criticato pesantemente Ban Ki-moon e l’Onu per la loro lotta contro le discriminazioni subite dagli omosessuali in Africa. “Ci sono certo esagerazioni, ma l’omosessualità non fa parte della nostra cultura e della nostra fede”. Secondo Turkson il segretario generale dell’Onu si comportava in modo poco intelligente perchè provava a trasferire questa cultura occidentale in Africa. Turkson però, a differenza di Ratzinger, ha aperto all’utilizzo del preservativo, anche se solo tra le coppie sposate.

ORIENTAMENTO UNIVOCO - La carrellata degli altri “papabili” offre un quadro praticamente identico, con numerose dichiarazioni anti gay ripetute dai vari cardinali in lizza per il Pontificato. Tarcisio Bertone è forse troppo vecchio per ambire alla successione di Ratzinger, ma il Segretario di Stato aveva dato la colpa degli abusi dei preti pedofili al loro orientamento omosessuale. Il Cardinal Scola di Milano si è più volte espresso contro le nozze gay, una linea condivisa dai suoi colleghi di Conclave. Uno di loro , Francis Arinze, della Nigeria, aveva detto di voler purificare gli omosessuali con l’acqua santa. Oscar Rodriguez Maradiaga dell’Honduras si era distinto per le sue dichiarazioni contro Ricky Martin, mentre Bagnasco nel 2007 aveva paragonato l’omosessualità all’incesto. Christoph Schönborn, il candidato probabilmente più ratzingeriano insieme a Scola, condivide le posizioni del cardinale di Milano, anche se l’anno scorso stupì molti osservatori lasciando in carica un parroco che aveva confessato la sua omosessualità. Il più feroce avversario dei matrimoni gay, in un pacchetto di soli avversari, rimane Timothy Nolan, il giovane arcivescovo di New York che ha schierato la Chiesa cattolica statunitense contro i democratici sui diritti civili. Obama teme la sua elezione, visto che potrebbe rendere ancora più difficile la via dell’uguaglianza negli Usa, ancora molto perigliosa.

 

 

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