Aug 082012
 
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Tra Monti e Pdl, è il giorno dell’armistizio. O meglio, di una tregua armata. Dopo la telefonata del premier a Berlusconi, oggi dovrebbe essere la visita di Angelino Alfano a Palazzo Chigi ad archiviare la polemica dello spread, scoppiata per l’intervista rilasciata dal presidente del Consiglio al Wall Street Journal 1. Ieri il presidente del consiglio ha voluto chiarire al Cavaliere il senso delle sue parole al quotidiano statunitense, spiegando che non c’era alcun intento polemico verso il precedente governo. Un chiarimento che non è bastato a spegnere le ire dei falchi Pdl, nel vertice serale di Palazzo Grazioli. Ma oggi tocca ad Alfano tornare sul tema. Anche se l’incontro a palazzo Chigi era previsto da giorni e doveva riguardare in particolare il piano per il taglio del debito pubblico presentato dal Pdl.

Ma il premier ha comunque deciso di ricontattatare tutti i leader della sua “strana maggioranza” prima della pausa estiva. Stamattina ha ricevuto Pier Ferdinando Casini a Palazzo Chigi. Mentre con Bersani potrebbe esserci una telefonata nelle prossime ore. “Abbiamo parlato di come concretizzare da settembre un piano per l’abbattimento del debito pubblico esaminando le proposte sul tappeto”, ha detto il leader dell’Udc al termine dell’incontro. “Un colpo al debito – ha aggiunto – è assolutamente necessario”. “Siamo convinti, ne è convinto il presidente del Consiglio e anch’io, che sia necessario fare ogni sforzo per riprendere al più presto la strada della crescita. L’Italia – ha spiegato – ha fatto i compiti a casa, ha fatto la sua parte in Europa, abbiamo fatto le cose bene, ma oggi bisogna dare un bel colpo al debito pubblico, è importantissimo, senza dare cifre da capogiro o fornendo cifre da libro dei sogni”. Sulla tenuta della maggioranza a seguito delle tensioni fra Mario Monti e il Pdl, Casini è stato prudente: “Anche se ne avessimo parlato, non ve lo direi di certo” ha risposto ai cronisti. Comunque, ha aggiunto, Monti “non è assolutamente preoccupato”.

Prima dell’incontro a Palazzo Chigi, Casini ha parlato in un’intervista a Radio Anch’io. Tornando a confermare la prospettiva di un’alleanza tra moderati e progressisti. “In epoca di normalità – ha detto – un centro, come io lo penso, e un’area come quella del Ppe sono alternativi alla sinistra socialista e cioè al Pd. Ma in un momento come questo, l’emergenza porta la politica ad uscire dagli schemi tradizionali”. Poi una stoccata al Pdl e un’apertura al partito di Bersani. “Non ci vogliamo alleare con quelle forze che hanno governato ed hanno fallito – continua Casini – ma non posso prescindere da un’area che ha un forte insediamento sociale e una forte rappresentanza tra gli italiani” precisa il leader dell’Udc, pensando naturalmente al Pd e al centrosinistra, ma non a Di Pietro, “che si è autoescluso”. “Un’area moderata seria deve porsi il problema di governare senza fratture con una parte del Paese rappresentativa, anche quella progressista”. Un messaggio chiaro al Popolo della Libertà, al quale dice “se si vuole emarginare perché ha scelto la strada del populismo, lo faccia, sono loro che hanno fatto una scelta che guarda al passato quando d’incanto Berlusconi si è ricandidato”.

Tuttavia Casini allontana subito l’ipotesi di una nuova edizione dell’Unione: “A noi non interessa allearci con coalizioni morte: ha fallito Prodi, ha fallito Berlusconi. Sono coalizioni fallite per ammissione degli stessi protagonisti della politica”. E Nichi Vendola? Casini lo liquida così: “Non mi interessa, faccia quello che vuole”.

http://www.repubblica.it/politica/2012/08/08/news/casini_alleanze_e_unioni_gay-40566073/

 

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